EVIDENTEMENTE, PER QUALCUNO, VENDERE BIBITE ALLO STADIO E' POCO DECOROSO: MEGLIO PASSARE PER VOLTAGABBANA

Sul profilo “cinguettante” del compagno segretario regionale ligure del Partito Comunista Italiano ho trovato questa dichiarazione di Luigi Di Maio, ministro per gli Affari Esteri del governo Draghi, che ne dimostra, una volta di più, la coerenza, l’affidabilità, il coraggio.
Il governante è stato protagonista, nei giorni scorsi, dell’ennesima scissione subita dal Movimento 5 Stelle: a differenza dei suoi antesignani – tra i quali ricordo i senatori Emanuele Dessì, passato al Partito Comunista, e Matteo Mantero, approdato a Potere al Popolo – è stato personaggio di primo piano del direttorio voluto da Giuseppe Piero Grillo.
Come scriveva lui cinque anni fa, è legittimo cambiare idea, ci mancherebbe altro: il problema, se così si può dire, è che nel frattempo ha ribaltato le proprie convinzioni, sbattendo la porta del Movimento 5 Stelle per fondare l’ennesimo partitino personalissimo, che si dice si chiamerà Insieme per il Futuro.
Fin qui, ovviamente, non c’è nessun problema: nel panorama politico italiano le scissioni sono all’ordine del giorno; ciò che infastidisce è che, a comportarsi come il bambino che non vuol più giocare e porta via il pallone, sia un tizio che non molto tempo fa affermava cose come quelle sopra riportate.
Certamente la prospettiva di dover tornare a vendere bibite allo stadio San Paolo di Napoli non deve essergli risultata particolarmente allettante, e perciò ha preferito tradire i suoi principi, ma questo non lo può mettere al riparo da una meritatissima gogna mediatica.
Bosio (Al), 1 luglio 2022
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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